CronacaItalia

Etruria: una condanna e 23 assolti al processo bancarotta

Assoluzione con formula piena per 23 dei 24 imputati e condanna a 6 anni solo per l’imprenditore Alberto Rigotti. E’ la sentenza emessa questa mattina ad Arezzo nel processo di primo grado per il crac della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio. La sentenza, letta dal presidente della corte Gianni Fruganti, è arrivata alle 9,45, pochi minuti dopo l’inizio dell’udienza. La procura di Arezzo aveva chiesto per gli imputati, accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice, pene che variavano da 6 anni e 6 mesi a un anno, per un totale di 64 anni.

Tra i 23 assolti, tutti ex consiglieri di amministrazione o ex revisori, ex dirigenti dell’istituto di credito, figurano l’ultimo presidente del Cda della banca, Lorenzo Rosi, e due vicepresidenti, Giovanni Inghirami e Giorgio Guerrini. Nell’ambito della stessa inchiesta, con rito abbreviato, il gup del tribunale di Arezzo, Giampiero Borraccia, già condannato a cinque anni di reclusione per bancarotta fraudolenta l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi, a due anni l’ex vice presidente Alfredo Berni per bancarotta fraudolenta e a un anno l’ex membro del cda, Rossano Soldini, per bancarotta semplice. Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, storico istituto di credito aretino, venne messa in liquidazione coatta amministrativa, il 22 novembre 2015, sotto il peso dei conti in rosso. L’insolvenza venne dichiarata l’11 febbraio 2016. Secondo la procura di Arezzo il dissesto fu dovuto all’uscita dalle casse di Bpel di circa 200 milioni di euro che sarebbero stati dissipati con una serie di operazioni senza garanzie e a favore di soggetti amici. Un teorema sempre contrastato dalle difese degli imputati. Al processo erano state ammesse circa duemila parti civili che hanno già fatto sapere che presenteranno ricorso in appello contro la sentenza di assoluzione. 

Ad Alberto Rigotti sono state contestate dalla procura le sofferenze accumulate dal gruppo Abm Network per circa 15 milioni di euro, soldi che, secondo l’accusa, l’imprenditore e consigliere della banca avrebbe attinto a più riprese alle casse dell’istituto. Gli altri imputati assolti sono Giorgio Guerrini; Federico Baiocchi De Silvestri; Giovanni Inghirami, che è stato vice presidente di Banca Etruria; Augusto Federici; Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria prima del commissariamento; Laura del Tongo; Andrea Orlandi; Ugo Borgheresi; Franco Arrigucci; Mario Badiali; Maurizio Bartolomei Corsi; Alberto Bonaiti; Luigi Bonollo; Piero Burzi; Paolo Cerini; Giampaolo Crenca; Paolo Fumi; Saro Lo Presti; Gianfranco Neri; Carlo Platania; Carlo Polci; Massimo Tezzon. Il 24esimo imputato era il tributarista e docente universitario Enrico Fazzini, deceduto lo scorso 31 luglio all’età di 76 anni.