G20. Draghi con i grandi del mondo per l’affaire Afghanistan
E’ in corso la riunione straordinaria dei leader del G20 sull’Afghanistan, organizzata nell’ambito della Presidenza italiana del G20 e su iniziativa del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Sostegno umanitario per la popolazione afghana, lotta al terrorismo, libertà di movimento all’interno del territorio e frontiere aperte: questi i temi principali del vertice.
“I leader del G20 si sono impegnati a garantire assistenza umanitaria direttamente agli afghani e a promuovere i diritti umani per tutti, comprese donne, bambine e minoranze”, è l’impegno del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, promesso durante il G20 straordinario sull’Afghanistan. “Gli Stati Uniti restano impegnati a lavorare con la comunità internazionale per affrontare la situazione in Afghanistan e sostenere la popolazione afghana”, aggiunge Biden.
La Commissione europea annuncia la messa in campo di un miliardo di euro in aiuti alla popolazione afghana. “Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare un grave collasso umanitario e socio-economico in Afghanistan. Dobbiamo farlo in fretta”, ha sottolineato la presidente della commissione Ursula von der Leyen. La situazione in Afghanistan, spiega la Commissione, si sta deteriorando, ponendo centinaia di migliaia di afghani a rischio con l’inverno in arrivo. “Siamo stati chiari sulle nostre condizioni per qualsiasi impegno con le autorità afgane, compreso il rispetto dei diritti umani”, ha sottolineato la von der Leyen. “Il popolo afghano non deve pagare il prezzo delle azioni dei talebani. Questo è il motivo per cui il pacchetto di sostegno afghano è per il popolo afghano e per i Paesi limitrofi che hanno fornito i primi aiuti”, ha ribadito.
“La Turchia non può permettersi un nuovo flusso di migranti dall’Afghanistan, ne sarebbero colpiti anche i Paesi europei”, è la precisazione che arriva dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan nella riunione straordinaria del G20 sull’Afghanistan. Il presidente turco ha anche proposto di formare un gruppo di lavoro sulla migrazione presieduto da Ankara nell’ambito della prossima presidenza indonesiana del G20. “La migrazione è un problema globale”, ha detto Erdogan augurandosi che “stabilità e sicurezza” vengano ristabilite in Afghanistan quanto prima ed esprimendo la volontà di “dare ai talebani la direzione affinché formino un governo inclusivo”. La riunione dei leader si svolge in videoconferenza e quasi tutti i Paesi sono partecipano a livello di capi di Stato e di governo. La Cina è rappresentata dal ministro degli Esteri Wang Yi mentre la Russia è rappresentata dal vice ministro degli Esteri: assenti sia il presidente Vladimir Putin che il ministro degli Esteri Serghei Lavrov.
I lavori sono iniziati alle 13, ora italiana, in modalità virtuale. Al termine del vertice, il premier terrà una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. La riunione in videoconferenza si tiene all’indomani della conclusione dei colloqui a Doha tra Stati Uniti e Talebani, i primi dall’ingresso degli studenti coranici a Kabul il 15 agosto scorso.
Il summit è stato allargato a Paesi Bassi, Spagna, Singapore e Qatar, oltre che a diverse organizzazioni internazionali, tra cui Nazioni Unite, Banca mondiale e Fondo monetario internazionale, per cercare il massimo coinvolgimento possibile. L’Ue è rappresentata da Charles Michel e Ursula von der Leyen.