Politica

Pd e rientro probabile di Massimo D’Alema

Una ricomposizione è necessaria e parliamo  del rientro probabile di Massimo D’Alema nel Pd.

“Si torna insieme col Pd – scrive Repubblica – D’accordo tutti, a cominciare da Pierluigi Bersani (che ha esortato: «Il campo progressista si dia una mossa») al segretario Roberto Speranza, al coordinatore Arturo Scotto. Tempi stretti per ricucire lo strappo: alla fine del percorso delle Agorà – le assemblee aperte volute dal segretario dem Enrico Letta per rilanciare il Pd – un congresso di “Articolo 1″ dovrebbe sancire la svolta. A maggio, all’incirca”.

 D’Alema definisce infatti la fase renziana del Pd, una «deriva disastrosa, una malattia che fortunatamente è guarita da sola, ma c’era. Pochi oggi potrebbero negare la fondatezza del giudizio sul rischio che quel partito cambiasse completamente natura nell’epoca renziana».

In pratica D’Alema si congratula con se stesso per avere capito che era il caso di andarsene, per tornare oggi, quando i tempi sono cambiati.

Matteo Renzi afferma:“Se i Dem di oggi pensano che il renzismo sia la malattia e D’Alema sia la cura sono contento per loro e faccio molti fervidi auguri. È il motivo per cui non sono più nel Pd: io credo nel riformismo, loro nel dalemismo”. Poi torna sul tema con un tweet pomeridiano: “D’Alema rientra nel Pd dicendo che chi lo ha portato al 40%, a fare unioni civili, ad avere unico governo con parità di genere, a creare più di 1mil di posti di lavoro è MALATO. Parole che si commentano da sole. Un pensiero a chi è malato davvero, magari nel letto di un ospedale”.

D’Alema e il Quirinale hanno storicamente un rapporto complicato. I candidati che D’Alema appoggia vengono puntualmente bruciati dalle visioni di questo statista pugliese che ha una strategia talmente raffinata da fallire puntualmente”: così uno scatenatissimo Matteo Renzi in un’intervista al Messaggero.