Ucraina e Moldavia: sì all’ingresso in Ue. Resta il nodo Balcani
Il Consiglio Europeo ha concesso all’Ucraina e alla Moldavia lo status di Paesi candidati ad aderire all’Unione Europea. La Georgia ha ottiene una “prospettiva europea”, a condizione che inizi a produrre alcune riforme. E’ stata questa la risposta politica dell’Ue all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea si tratta di “un grande giorno per l’Europa”. “È un momento unico e storico, il futuro dell’Ucraina è nell’Ue”, commenta Volodymyr Zelensky. Via libera anche al sostegno economico e militare dall’Ue. “Abbiamo trovato un accordo anche su come portare il sostegno all’Ucraina, a livello finanziario e militare e abbiamo confermato la nostra determinazione a contrastare le conseguenze dell’aggressione russa a livello anche alimentare ed energetico”, spiega il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
Resta aperto, però, il dossier dei Balcani è complessa. L’Albania e la Macedonia del Nord, dopo anni di riforme, non hanno ricevuto l’apertura dei negoziati per l’adesione all’Ue per il no della Bulgaria. Lo stop a Skopje è legato a questioni identitarie. Il premier filo-occidentale Kiril Petkov è arrivato a Bruxelles ufficialmente sfiduciato dal Parlamento. Con l’ok alla candidatura di Ucraina e Moldavia i Paesi dell’area balcanica, in attesa da anni, temono di essere scavalcati. Tanto che il premier albanese Rama ha osservato che se Vladimir Putin “non sta bene”, di sicuro l’Ue non gode di “buona salute”, dato che “26 Stati membri” sono “impotenti” di fronte al veto della Bulgaria. Veto che nelle conclusioni i leader invitano Sofia a superare “rapidamente”, in modo che i negoziati con Tirana e Skopje possano essere “aperti senza ritardi”.