Pantheon ticket: tra culto e turismo
Quando un italiano viaggia porta, sempre con sé, un unico asso nella manica, da sfoggiare davanti alla più bella, ma decisamente cara, attrazione del paese in cui si trova: “si ma allora, per dire, il Pantheon, quanto lo dovremmo far pagare?”.
Dal 1 luglio di quest’anno, il biglietto d’ingresso per il Pantheon si pagherà 5 euro, esentati i cittadini romani. Lo ha annunciato, ospite da Bruno Vespa durante il Forum in Masseria, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La proposta di inserire un ticket a pagamento per il Pantheon era, a dirla tutta, già arrivata nel lontano 2017 da parte dell’allora Ministro della Cultura, Dario Franceschini, non passando inosservata alle critiche. Per quanto, chi visita il sito, tende a dimenticarlo, il Pantheon è, a tutti gli effetti, un luogo di culto cristiano e, in quanto tale, dovrebbe sottostare alle leggi che regolano le chiese di Roma: l’ingresso non si paga.
Un articolo di Avvenire spiega quanto sia complicato prendere decisioni in merito, facendo da funamboli sul sottilissimo filo che divide culto e turismo, “libera fruizione per i fedeli” e “mantenimento dell’edificio architettonico”. Su 85 mila luoghi di culto soggetti a tutela culturale in Italia, tra chiese, cappelle e santuari, solo 75 in tutto il paese sono a pagamento, tra cui figurano le cattedrali di Milano, Siena, Orvieto e Siracusa e le chiese di Santa Maria Novella, Santa Croce e San Lorenzo a Firenze. Le chiese vengono gestite da fabbricerie che portano avanti il loro antico compito medievale, senza l’aiuto di alcun contributo pubblico o istituzionale: devono mantenersi da sole. E, per alcune, il biglietto è l’unica forma di sostentamento a favore di un edificio che, prima di essere solamente spirituale, è anche materiale. Il turismo di massa ha privato le chiese monumentali del loro intrinseco senso di unione per dare spazio al continuo ricambio di curiosi, modificando per sempre il rapporto tra le singole comunità cristiane e l’edificio a cui fanno riferimento.
Ma le commissioni artistiche ecclesiastiche, nel corso dei secoli, hanno generato patrimoni di livello culturale così rilevante, da non poter permettersi più di essere ad esclusivo appannaggio di una comunità relativamente ristretta. Il 90% delle persone che entrano in chiesa, come ribatte un articolo del Corriere della Sera, sono visitatori in cerca di meraviglia, non certo fedeli. Se poi la chiesa è un antico tempio convertito come il Pantheon, di cui si arriva a dimenticare l’origine cattolica, la percentuale si alza.
Sangiuliano ha dichiarato che i proventi (il 70% dei quali andrà al Ministero della Cultura, mentre il restante 30% spetterà alla diocesi di Roma) verranno usati per finanziare “qualche mensa dei poveri”, allestire un’area museale sul retro del Pantheon e curare le ristrutturazioni future. “C’è un motivo etico per cui è stato inserito il biglietto” conclude il Ministro: quel che vale va pagato. E il Pantheon è il sito museale più visitato in Italia.
di Alice Franceschi